La morte di Petrini, quelle parole ad Agrigento: “Agricoltura come custodia”

AGRIGENTO – Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, è scomparso all’età di 76 anni, lasciando un profondo cordoglio nel mondo agroalimentare. Durante il congresso nazionale di Assoenologi 2025, il presidente Riccardo Cotarella ha ricordato Petrini come una delle menti più illuminate nel campo della cultura alimentare.

Cotarella ha sottolineato l’importanza del suo pensiero, definendolo un “filosofo della terra” che ha dato dignità culturale al cibo e all’agricoltura. Petrini ha sempre sostenuto che la qualità non è un lusso, ma un segno di rispetto per la natura e per le tradizioni. La sua opera ha unito etica, ambiente e convivialità, diventando un patrimonio universale.

Durante il suo intervento ad Agrigento, Petrini aveva affermato: “Viviamo un tempo in cui difendere la terra significa difendere l’uomo. Non possiamo più pensare all’agricoltura solo come produzione, ma come custodia del mondo.” Ha esortato a considerare la transizione ecologica come una necessità morale, sottolineando il dovere di consegnare un pianeta migliore alle future generazioni.

Cotarella ha concluso il suo tributo affermando che il mondo del vino e dell’agricoltura perde una guida morale, ma l’eredità di Petrini continuerà a vivere nel lavoro di chi crede nella qualità e nella cultura del cibo.

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