Roberto Andò racconta “Scianna – Il fotografo dell’ombra”

Ferdinando Scianna ha iniziato a fotografare all’età di 15 anni, immortalando la vita quotidiana dei suoi compagni, le ragazze della scuola e la Sicilia. Un incontro decisivo con Leonardo Sciascia ha segnato un cambiamento profondo nella sua vita. Sciascia, considerato da Scianna un “padre spirituale” e un “maestro”, ha influenzato non solo la sua carriera fotografica, ma anche la sua visione del mondo.

Il film “Scianna – Il fotografo dell’ombra”, diretto da Roberto Andò, sarà trasmesso in prima visione su Rai 5 il 15 maggio. Andò descrive il lavoro come un gesto di gratitudine e un ritratto intimo del fotografo, sottolineando l’importanza delle fotografie di Scianna nella sua formazione, paragonabile a quella dei libri di Sciascia.

Il film esplora la vita di Scianna, che si definisce “figlio dei limoni”, e il suo legame con la Sicilia, dove il dolore si trasforma in spettacolo e festa. Attraverso una serie di incontri significativi, il regista presenta una rete di relazioni che hanno influenzato il percorso artistico di Scianna, tra cui nomi come Henri Cartier-Bresson e Gianni Berengo Gardin.

Il lavoro di Scianna spazia da reportage su feste religiose in Sicilia a progetti nel mondo della moda, rivelando come la luce possa raccontare storie. Scianna afferma di amare il sole per la sua capacità di creare ombra, una metafora che si riflette anche nelle relazioni con gli amici, che rimangono presenti e formano la memoria. Conclude con una riflessione personale, esprimendo il desiderio di una cena con i suoi amici come ideale di un possibile paradiso.

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