Tagli alla filosofia nei licei, 60 professori contro il ministero
Il ministero dell’Istruzione, guidato da Giuseppe Valditara, è al centro di una polemica riguardante la revisione delle indicazioni nazionali per i licei. Un gruppo di sessanta docenti universitari e intellettuali, tra cui Massimo Cacciari e Giuseppe Licata, ha firmato una lettera aperta in cui definisce “disastroso” l’esclusione di pensatori come Marx, Spinoza, Fichte e Schelling dai programmi di filosofia. I firmatari denunciano un tentativo di imporre un’egemonia culturale da parte del governo, a scapito della formazione critica degli studenti.
Loredana Perla, presidente della commissione ministeriale, ha risposto affermando che è in corso una consultazione democratica e che il nuovo impianto lascia libertà ai docenti, senza imporre un elenco obbligatorio di autori. Tuttavia, le reazioni politiche non si sono fatte attendere. La senatrice del PD Cecilia d’Elia ha parlato di scelte discutibili, mentre Peppe De Cristofaro di Avs ha criticato l’operazione come un attacco alla democrazia dell’istruzione pubblica.
Le tensioni sui programmi di filosofia si inseriscono in un contesto già teso, aggravato dalla riforma degli istituti tecnico-professionali, che prevede una riduzione del percorso di studi da cinque a quattro anni. Questa modifica è contestata da sindacati e associazioni studentesche, che temono una specializzazione precoce a scapito di una formazione culturale completa. Inoltre, l’ingresso dei privati nella gestione dei programmi solleva preoccupazioni riguardo a possibili disuguaglianze e a un’istruzione orientata esclusivamente alle esigenze del mercato del lavoro.
Durante la presentazione del suo libro a Teramo, Valditara ha difeso la riforma, respingendo le accuse di voler creare “nuovi schiavi degli imprenditori” e sostenendo l’efficacia di misure di sicurezza nelle scuole.
