Hantavirus, cosa non torna: la lunga quarantena di 42 giorni, gli errori dei medici olandesi
Negli ultimi giorni, si è intensificata l’attenzione sul focolaio di hantavirus tipo Andes, emerso a bordo della nave da crociera MV Hondius. Il Ministero della Salute italiano ha emesso una circolare urgente per attivare protocolli di monitoraggio e contenimento, nonostante il rischio per la popolazione sia attualmente considerato basso dalle autorità sanitarie.
Il virus, trasmesso principalmente dai roditori, ha già causato nove casi, con un tasso di letalità del 33%. I sintomi iniziali possono somigliare a quelli di un’influenza, ma possono rapidamente degenerare in gravi complicazioni respiratorie. Per prevenire la diffusione, il Ministero ha imposto una quarantena di 42 giorni per coloro che sono stati a bordo della nave o che hanno avuto contatti stretti con i casi confermati. Durante questo periodo, è obbligatorio mantenere il distanziamento sociale e sottoporsi a monitoraggio quotidiano.
Inoltre, i contatti ad alto rischio non possono utilizzare mezzi di trasporto pubblico e, in caso di spostamenti autorizzati, devono indossare mascherine mediche. A livello europeo, l’Ecdc ha avvertito che potrebbero emergere ulteriori casi nelle prossime settimane, a causa del lungo periodo di incubazione del virus. Recenti analisi genetiche indicano che il virus è simile a ceppi già noti in Sud America e non rappresenta una nuova variante. Le autorità continuano a monitorare la situazione con attenzione.
