Le speranze di Alberto Stasi si intrecciano con le paure di Andrea Sempio

Alberto Stasi, detenuto a Bollate dal 2015 e attualmente in semilibertà, ha avuto accesso per la prima volta ai documenti della Procura di Pavia, che mettono in discussione la sua condanna a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. La sua avvocata, Giada Bocellari, ha illustrato a Stasi le nuove evidenze che suggeriscono un errore giudiziario, attribuendo la responsabilità ad Andrea Sempio, il nuovo indagato, e non a lui.

Stasi, ora 42enne e contabile a Milano, si mostra cauto nonostante le nuove speranze. Ha già attraversato un lungo percorso giudiziario, che ha incluso due assoluzioni. La sua intenzione è quella di dimostrare la sua innocenza e di ottenere giustizia per Chiara Poggi. Bocellari ha dichiarato che l’obiettivo è presentare un’istanza di revisione del processo, anche se non è possibile stabilire una tempistica precisa per la sua presentazione.

Stasi ha scelto di non seguire le notizie sui media riguardanti il suo caso, ricevendo informazioni solo dalla sua legale. La difesa si concentrerà sull’analisi delle nuove prove, comprese diverse consulenze tecniche e intercettazioni, per costruire un argomento solido da presentare alla Corte d’Appello di Brescia. Inoltre, sarà richiesta una sospensione della pena in attesa della revisione del processo. Anche la Procura generale di Milano, in seguito all’invio degli atti dai pm di Pavia, potrebbe intervenire nel caso.

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