Ambasciatore Russia alla Biennale: “Italia bersaglio di brutali diktat Ue”. Blitz delle Pussy Riot

Questa mattina, le Pussy Riot hanno manifestato ai Giardini della Biennale di Venezia contro la partecipazione della Russia alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte. Indossando i loro caratteristici passamontagna fucsia e brandendo fumogeni blu e gialli, le attiviste hanno espresso slogan contro il presidente russo Vladimir Putin. Insieme a loro, diversi gruppi di sostenitori hanno partecipato al blitz, che è stato interrotto dalla polizia senza incidenti.

L’ambasciatore russo in Italia, A.V. Paramonov, ha inaugurato il padiglione russo e ha criticato l’Unione Europea per le sue restrizioni sulla cultura russa, definendo inaccettabili le pressioni esercitate sulla Biennale. Questa dichiarazione è arrivata dopo che l’UE ha inviato una lettera alla Fondazione della Biennale, chiedendo di non consentire alla Russia di “mettersi in mostra”. La Fondazione ha 30 giorni per rispondere a questa richiesta.

Nel frattempo, la Biennale ha annunciato che il regista russo Alexander Sokurov e la scrittrice palestinese Suad Amiry non parteciperanno a un evento dedicato alla pace. La pre-apertura della Biennale ha visto la presenza di giornalisti e critici, mentre il pubblico generale dovrà attendere il 9 maggio per accedere agli spazi espositivi.

La controversia sulla partecipazione della Russia ha sollevato polemiche e tensioni diplomatiche, con il governo italiano e l’UE coinvolti in un acceso dibattito. La giuria internazionale ha persino rassegnato le dimissioni in blocco, rifiutando di premiare padiglioni di paesi accusati di crimini contro l’umanità. La cerimonia inaugurale del 9 maggio è stata annullata, riflettendo il clima di tensione che caratterizza questa edizione della Biennale.

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