Ferraro e Giuffrè, cosa sta succedendo ai campi di Sciacca?

Spesso a Sciacca si parla della mancanza di spazi per i giovani, eppure bisogna riconoscere che Sciacca dispone di alcuni spazi, pensando per esempio a quei campi “disponibili”: come quello di contrada Ferraro o il campo alternativo Giuffrè.

Purtroppo i due campi condividono una storia simile: entrambi versano in condizioni precarie, per usare un eufemismo. Andando per ordine, partendo quindi dal campo di contrada Ferraro, lo scorso anno veniva finanziato, con un emendamento alla legge di bilancio 2025 presentato dall’onorevole Michele Catanzaro, per un importo di 450 mila euro, il progetto di riqualificazione del campo.

L’intervento riguardava la realizzazione di un campo polifunzionale destinato al calcio, al basket, alla pallavolo e ad altre attività. Infatti, il progetto prevedeva il rifacimento della superficie in resina sintetica, con l’obiettivo di rendere l’impianto più moderno e fruibile dopo anni di abbandono e incuria.

Inoltre, entro un mese dalla gara si sarebbe dovuti procedere all’aggiudicazione definitiva della stessa e alla scelta della ditta incaricata dei lavori. E si usa l’imperfetto proprio perché i lavori sono fermi.

Dunque, mi chiedo per quale ragione, a distanza di un anno, i lavori non sono mai iniziati? Si potrebbe pensare che l’altro campo, quindi il campo alternativo Giuffrè, versi in condizioni leggermente migliori, tali da poter permettere almeno di fare qualche partita e quantomeno organizzare dei tornei, magari con qualche spettatore o anche con i genitori o gli amici stessi che vogliono vedere la partita.

In realtà, anche il campo alternativo Giuffrè nei mesi scorsi ha presentato diverse criticità: si sono registrati disagi per le squadre dilettantistiche, in particolare per quelle di terza categoria, legati soprattutto ai servizi dell’impianto. Una situazione che nel tempo è stata in parte sistemata con interventi di fortuna, ma che resta comunque precaria. A ciò si aggiunge il fatto che il cancello del campo risulta spesso aperto, anche nelle ore notturne, rendendo di fatto l’area incustodita.

Un ragazzo che frequenta il campo, contattando noi di Trs Notizie, ci ha dichiarato quanto segue, riferendosi alla situazione vissuta negli scorsi mesi:

«Nei mesi scorsi la situazione era di forte disagio. Il campo aveva perso il manto in terra battuta e giocare diventava rischioso, perché bastava una caduta per farsi male. Anche i servizi erano carenti: per esempio, le docce sono rimaste senza acqua per diverso tempo, creando non poche difficoltà alle squadre.

Oggi qualcosa è stato “sistemato”, ma la situazione resta comunque precaria. Anche per questo, spesso diventa difficile accogliere parenti e amici sugli spalti, considerato lo stato della gradinata.»

Una situazione che appare ormai paradigmatica: gli spazi esistono, ma restano inutilizzabili o incompiuti, lasciando i giovani senza reali opportunità.

A questo punto, sarebbe auspicabile un chiarimento da parte dell’amministrazione comunale sui motivi del ritardo e sulle tempistiche previste per l’avvio dei lavori.

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