Trump scrive al Congresso “In Iran ostilità finite”. L’ira dei Democratici: “Guerra illegale”

Il 1 maggio è scaduto il termine di 60 giorni previsto dalla legge per la notifica al Congresso da parte del presidente degli Stati Uniti riguardo a un conflitto armato. In una lettera, Donald Trump ha dichiarato che le ostilità con l’Iran sono “finite”, rendendo superflua la richiesta di autorizzazione legislativa. Nella sua comunicazione, Trump ha affermato di aver ordinato un cessate il fuoco il 7 aprile 2026, che è stato poi prorogato, sostenendo che non ci sono stati scontri tra le forze statunitensi e iraniane dal 7 aprile.

Questa posizione ha suscitato forti reazioni tra i Democratici. La senatrice Jeanne Shaheen ha criticato Trump, affermando che la sua dichiarazione non rispecchia la realtà vissuta da decine di migliaia di soldati nella regione e ha accusato il presidente di aver intrapreso la guerra senza una strategia e senza un’autorizzazione legale. Chuck Schumer, leader dei Democratici al Senato, ha definito la situazione una guerra illegale, sostenendo che i repubblicani sono complici di questa azione.

La Costituzione degli Stati Uniti conferisce al Congresso il potere di dichiarare guerra, ma una legge del 1973 consente al presidente di avviare interventi militari limitati in risposta a emergenze. Se le truppe sono impegnate per più di sessanta giorni, è necessaria l’autorizzazione del Congresso. Il conflitto con l’Iran è iniziato il 28 febbraio, ma la notifica ufficiale della Casa Bianca è arrivata solo due giorni dopo, rendendo l’1 maggio il termine per l’autorizzazione.

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