Comunità energetiche e fonti rinnovabili, tutelare l’ambiente e ridurre i costi

L’energia che alimenta la chiesa di Paternò proviene da un impianto fotovoltaico installato sul tetto della sacrestia. I religiosi del santuario hanno aderito alla comunità energetica locale, Cer Etna, ispirandosi all’enciclica “Laudato Sii” di Papa Francesco, che promuove un’ecologia integrale legata alla giustizia sociale.

Le comunità energetiche mirano a ridurre i costi delle bollette e le emissioni di CO2. In Sicilia esistono oltre settanta di queste comunità, tra cui Cer Etna, che conta centosessanta soci, tra famiglie, piccole aziende e comuni. I membri possono produrre e consumare energia, beneficiando di incentivi statali per l’energia condivisa. Sebbene non ci siano sconti diretti in bolletta, i soci ricevono annualmente una ripartizione degli introiti.

Francesco Muzzicato, presidente di Cer Etna, ha sottolineato l’importanza di un modello di ripartizione che supporti le persone più fragili. Il quaranta per cento degli incentivi va ai produttori, un altro quaranta ai consumatori, mentre il dieci per cento è destinato a spese operative e il restante dieci a iniziative di solidarietà.

Il Presidio Simeto, rappresentato da Carmelo Caruso, promuove progetti sociali e servizi per la comunità. Anche un istituto di formazione professionale di Paternò ha installato pannelli fotovoltaici, avviando percorsi educativi sulla sostenibilità.

Cer Etna sta inoltre realizzando un impianto collettivo a Ragalna, finanziato con fondi del Pnrr, e collabora con altre realtà per formare la Federazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili del Mediterraneo. Salvatore Raciti, presidente della federazione, ha evidenziato la necessità di una maggiore efficienza da parte degli enti di regolazione per supportare queste iniziative.

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