Mali, calma apparente dopo il weekend di scontri giunta-jihadisti. Ucciso il ministro della Difesa

In Mali, la situazione sembra essersi stabilizzata dopo un weekend di violenti scontri tra le forze militari e i jihadisti del Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (JNIM), alleati con i separatisti tuareg del Fronte per la Liberazione dell’Azawad (FLA). Tuttavia, l’equilibrio rimane fragile, soprattutto a Bamako e Kati, dove il ministro della Difesa, Sadio Camara, è stato ucciso durante un attacco kamikaze alla sua residenza.

Le ostilità, che hanno avuto inizio il 25 aprile, hanno visto una serie di attacchi coordinati contro obiettivi strategici della giunta militare al potere dal 2020. Il generale Assimi Goïta, leader della giunta, non ha rilasciato dichiarazioni dall’inizio degli scontri. Secondo fonti di sicurezza, l’esercito regolare ha subito perdite significative, con la conquista da parte dei ribelli di città chiave come Kidal e Gao.

Almeno 16 persone sono rimaste ferite negli attacchi, che hanno colpito sia obiettivi civili che militari. Il portavoce del governo maliano ha descritto le violenze come un’operazione complessa e coordinata. In risposta alla situazione, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha condannato gli attacchi e ha assicurato che il governo è in contatto con gli italiani e le ONG presenti nel Paese per garantire la loro sicurezza.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità