Donazioni di Berlusconi, Dell’Utri mandato a processo per i 10 milioni ricevuti dal Cavaliere

Marcello Dell’Utri e sua moglie Miranda Ratti sono stati mandati a processo per presunte donazioni ricevute da Silvio Berlusconi, ammontanti a circa 42 milioni di euro, trasferiti tramite otto bonifici. La decisione è stata presa dalla giudice dell’udienza preliminare Giulia Marozzi il 27 aprile. Il caso, originariamente avviato a Firenze, è stato trasferito a Milano nel marzo 2025 per competenza territoriale.

La prima udienza si svolgerà il 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Parte delle donazioni è già andata in prescrizione. L’inchiesta sostiene che Berlusconi, tra il 2012 e il 2021, avrebbe versato a Dell’Utri somme giustificate come aiuto per spese legali e personali, oltre a 30 milioni ricevuti in eredità tramite testamento.

La procura contesta la legittimità di queste donazioni, ritenendole in violazione della legge Rognoni-La Torre, che introduce il reato di associazione mafiosa e prevede il sequestro dei beni. Dell’Utri, già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, è tenuto a comunicare variazioni patrimoniali superiori a 10.329 euro per dieci anni dalla condanna.

Nel 2025, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso della Procura di Palermo riguardo al sequestro dei beni, affermando che il denaro non prova un presunto silenzio di Dell’Utri in favore di Berlusconi. Nonostante la prescrizione di alcune donazioni, il processo si concentra sulla mancata dichiarazione al Fisco delle somme ricevute.

I legali di Dell’Utri hanno sottolineato che la questione è stata già esaminata da sei diverse autorità giudiziarie, che hanno escluso trasferimenti fraudolenti. Hanno espresso fiducia nel dimostrare l’innocenza dei loro assistiti nel nuovo procedimento.

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