World Press Photo 2026: la foto dell’anno racconta il dramma delle famiglie separate dall’ICE
Una fotografia che documenta il dramma delle famiglie separate dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha vinto il World Press Photo 2026. L’immagine, intitolata “Separati dall’ICE” e scattata da Carol Guzy, è stata realizzata all’interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York. Essa ritrae Luis, un migrante ecuadoriano, mentre viene arrestato dagli agenti dell’ICE dopo un’udienza, con la moglie Cocha e i tre figli che assistono impotenti alla scena.
Il concorso ha anche premiato due scatti finalisti: “Emergenza umanitaria a Gaza” di Saber Nuraldin, che mostra i civili che cercano aiuto durante una pausa nei combattimenti, e “I processi delle donne Achi” di Victor J. Blue, che ritrae un gruppo di donne indigene Maya Achi al termine di un processo contro ex membri di pattuglie paramilitari accusati di crimini contro l’umanità.
Carol Guzy ha sottolineato l’importanza della sua fotografia, dedicandola alle famiglie coinvolte. Joumana El Zein Khoury, direttrice del World Press Photo, ha definito l’immagine “una testimonianza cruda e necessaria” del ruolo della fotografia nel documentare le ingiustizie sociali.
Il concorso, giunto alla sua 71ª edizione, ha ricevuto oltre 57.000 fotografie da 3.747 fotografi di 141 paesi. Tra i riconoscimenti, è stata premiata anche la fotografa italiana Chantal Pinzi per un progetto sulle donne marocchine. Il vincitore del concorso riceve un premio di 10.000 euro e un equipaggiamento fotografico professionale.
