Terna, l’ad Di Foggia rinuncia alla liquidazione: un passo indietro dopo le polemiche

Il caso dell’indennità di fine rapporto dell’amministratrice delegata di Terna, Giuseppina Di Foggia, si avvia verso una risoluzione. La società ha annunciato che Di Foggia, al termine del suo mandato, ha deciso di rinunciare formalmente alla liquidazione di 7,3 milioni di euro.

Questa scelta arriva in un momento delicato per Terna, che ha ribadito il proprio impegno nel rispetto dei principi di corporate governance. La decisione di Di Foggia sembra mirare a placare le polemiche emerse riguardo alla gestione dei vertici delle partecipate statali, in particolare dopo le critiche sollevate per il suo passaggio alla presidenza di Eni, un’azienda con emolumenti inferiori rispetto a Terna.

Il Trattamento di fine mandato non è obbligatorio per legge, ma è stabilito da un accordo tra la società e il manager. Tuttavia, la questione è diventata oggetto di dibattito politico, soprattutto in un contesto economico difficile per molte famiglie italiane. Diverse forze politiche avevano espresso preoccupazione per indennità elevate in un periodo di crisi, chiedendo maggiore sobrietà.

Con questa rinuncia, Di Foggia sembra voler tutelare la propria reputazione e alleggerire il governo da possibili imbarazzi politici. Terna ha assicurato che ogni accordo con l’ex AD sarà gestito nel rispetto dei principi di corporate governance, per garantire una transizione senza ombre.

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