Alto Commissario ONU per i Rifugiati Salih tra le macerie in Libano
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Barham Salih, ha chiesto la fine della guerra in Libano e la protezione dei civili durante la sua prima visita ufficiale nel paese come capo dell’UNHCR. Salih ha sottolineato l’urgenza di una soluzione diplomatica per porre fine al ciclo di violenza che affligge la nazione, evidenziando i limiti della resilienza libanese.
Durante il suo soggiorno, Salih ha visitato le aree colpite a Beirut e nella valle della Bekaa, incontrando famiglie sfollate nei centri di accoglienza. Molti di loro hanno dovuto lasciare le proprie case con poco preavviso, esprimendo il desiderio di tornare nonostante la devastazione. L’Alto Commissario ha ribadito la solidarietà dell’UNHCR, evidenziando la necessità di un sostegno internazionale per affrontare la crisi in corso.
Attualmente, un quinto della popolazione libanese è sfollato, con oltre 1 milione di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dall’inizio di marzo. Il bilancio delle vittime supera i 2.100 morti e 7.000 feriti, inclusi rifugiati. Più di 140.000 persone sono ospitate in centri di accoglienza, molti dei quali sono al completo. Inoltre, oltre 280.000 persone hanno attraversato il confine con la Siria, tra cui un gran numero di rifugiati siriani.
Salih ha incontrato diverse figure di spicco del governo libanese, tra cui il presidente Joseph Aoun e il primo ministro Nawaf Salam. L’UNHCR ha assistito oltre 196.000 sfollati, fornendo beni di prima necessità e supporto per garantire condizioni di vita dignitose. L’organizzazione sta anche offrendo assistenza psicosociale e aiuto per il recupero di documenti smarriti e il ricongiungimento familiare.
