Delitti a Villa Pamphili, scontro in aula sulla perizia psichiatrica di Kaufmann

La Prima Corte d’Assise di Roma ha riservato la decisione sull’incapacità temporanea di stare in giudizio di Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della figlia Andromeda e della compagna Anastasia Trofimova, trovate morte il 7 giugno a Villa Pamphili. Durante l’udienza del 13 aprile, è stata presentata una perizia psichiatrica che suggerisce per Kaufmann un trattamento farmacologico e un nuovo controllo tra 30 giorni. Tuttavia, tali risultati non sono stati condivisi dai consulenti della procura di Roma e dalle parti civili.

Il Pubblico Ministero Antonio Verdi ha criticato la perizia, sostenendo che si è limitata a esaminare Kaufmann solo durante le poche ore di visita, definendo la sua condotta come una strategia manipolatoria. Verdi ha chiesto il rigetto della perizia o, in alternativa, una nuova valutazione da parte di un collegio che includa anche un medico legale. Anche la psicologa forense Roberta Bruzzone, consulente di una delle parti civili, ha espresso dubbi sulla condizione psichiatrica di Kaufmann, affermando che egli è consapevole della gravità delle sue azioni e sta simulando una condizione psichiatrica in modo grossolano.

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