Péter Magyar, l’ex fedelissimo che ha messo fine ai 16 anni di potere di Orbán
Oggi gli ungheresi hanno votato in un’elezione politica cruciale, portando alla vittoria Péter Magyar, 45 anni, ex membro del governo e ora principale sfidante di Viktor Orbán. Magyar, avvocato e padre di tre figli, ha avuto una rapida ascesa politica, passando da insider del sistema Orbán a leader del Partito Tisza, che ha trasformato in un movimento di massa.
Nato in una famiglia conservatrice, Magyar ha studiato legge e si è unito al Fidesz nel 2002, ricoprendo vari ruoli nel governo. La sua carriera ha subito una svolta nel febbraio 2024, quando uno scandalo legato a grazia presidenziale ha coinvolto la sua ex moglie, Judit Varga, ministra della Giustizia. Magyar ha denunciato pubblicamente il governo, avviando una campagna contro la corruzione e l’autoritarismo.
Tuttavia, la sua ascesa è accompagnata da accuse di violenza domestica da parte di Varga, che ha parlato di abusi fisici ed emotivi durante il loro matrimonio. Magyar ha sempre negato le accuse, definendole una vendetta politica.
Magyar si presenta come un conservatore anti-sistema, promettendo un cambio di regime soft, il ripristino dello stato di diritto e una lotta alla corruzione. Sulla migrazione, intende adottare misure più severe rispetto a Orbán. La sua comunicazione diretta e il suo approccio energico hanno attratto un ampio consenso tra gli elettori stanchi del lungo governo di Orbán.
La vittoria di Magyar segna un momento significativo nella storia ungherese, ma resta da vedere se riuscirà a superare le sfide del sistema che ha contribuito a costruire. L’Europa osserva con attenzione, sperando in un cambiamento che possa portare a una normalizzazione dei rapporti e a un indebolimento dell’asse illiberale nel continente.
