Aeroporti senza carburante, rischi rifornimenti cherosene: altri scali a secco

Il cherosene sta cominciando a scarseggiare in diversi aeroporti italiani, aumentando l’incertezza per i viaggi estivi. Dopo l’allerta di sabato scorso in quattro scali, un nuovo avviso è stato emesso per l’aeroporto di Brindisi, dove le compagnie aeree non potranno effettuare rifornimenti. Esse dovranno calcolare la quantità di carburante necessaria per le tratte successive partendo dall’aeroporto di partenza.

Il documento ufficiale segnala che sono disponibili “quantità limitate” di carburante, riservate esclusivamente ai voli statali, di soccorso e ospedalieri. Limitazioni simili riguardano anche gli aeroporti di Reggio Calabria e Pescara. Nei giorni scorsi, Air Bp Italia ha annunciato una distribuzione contingentata di carburante per gli scali di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna.

Le cause di questa situazione potrebbero essere legate al blocco dello Stretto di Hormuz, sebbene l’Enac abbia affermato che le restrizioni siano dovute all’aumento del traffico aereo durante le festività pasquali. L’Europa importa circa il 30% del carburante per aerei, e compagnie come Ryanair e Lufthansa hanno già avvertito delle possibili conseguenze in caso di un prolungamento del conflitto nella regione.

Le incertezze riguardano anche la prossima stagione estiva, con destinazioni sconsigliate a causa di conflitti e crisi logistiche. Secondo Assoviaggi di Confesercenti, il turismo organizzato sta subendo una doppia penalizzazione a causa dei costi elevati del carburante e di un dollaro forte rispetto all’euro. Anche chi organizza viaggi autonomamente deve considerare l’opzione di stipulare assicurazioni contro la cancellazione dei voli, che possono comportare costi aggiuntivi significativi. In caso di cancellazione per carenza di carburante, i passeggeri hanno diritto al rimborso del biglietto o a una riprotezione su un altro volo.

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