Stati Uniti, destituito in piena guerra il capo di Stato maggiore dell’Esercito Randy George
Il Pentagono ha annunciato le dimissioni del generale Randy George, capo di Stato Maggiore dell’Esercito americano, nel contesto del conflitto in Iran. George, veterano di 61 anni con esperienza nelle guerre in Afghanistan e Iraq, era stato nominato durante l’amministrazione Biden e aveva ancora un anno di mandato.
Insieme a lui, sono stati destituiti anche il generale David Hodne, responsabile del Comando per la trasformazione e l’addestramento dell’esercito, e il generale William Green Jr., a capo del corpo dei cappellani militari. La rimozione di un alto ufficiale delle Forze armate in tempo di guerra è un evento raro. Non ci sono state indicazioni di conflitti tra George e la Casa Bianca o il Pentagono, e i vertici dell’Esercito avrebbero appreso della sua destituzione solo attraverso un annuncio sui social media.
Secondo fonti di CBS, il segretario alla Guerra Pete Hegseth intende nominare un successore più allineato alla visione del presidente Donald Trump. Il generale Christopher LaNeve, attualmente in carica come vice di George, è considerato il favorito per il ruolo. LaNeve ha ricevuto elogi per la sua esperienza operativa e il suo background militare.
Questa non è la prima epurazione avvenuta sotto l’amministrazione Trump; a febbraio, il presidente aveva già destituito il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, Charles “CQ” Brown, e successivamente erano stati cambiati i vertici di altre agenzie militari. I parlamentari dell’opposizione democratica hanno sollevato preoccupazioni riguardo a una possibile politicizzazione dell’esercito, tradizionalmente considerato un’istituzione al di sopra delle contese politiche.
