Trump: “Sto seriamente valutando il ritiro dalla Nato”. Cosa dicono le clausole dell’Alleanza
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di stare “seriamente valutando” la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato, esprimendo frustrazione per il supporto insufficiente degli alleati europei nel conflitto con l’Iran e per le tensioni nello Stretto di Hormuz. In un’intervista al Telegraph, Trump ha affermato di non essere mai stato convinto dall’Alleanza, definendola una “tigre di carta” e sottolineando che gli Stati Uniti sono stati sempre pronti a intervenire per altri, mentre non hanno ricevuto lo stesso supporto.
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha confermato che gli Stati Uniti potrebbero riconsiderare il loro ruolo nella Nato dopo il conflitto in Iran, evidenziando la necessità di valutare se l’Alleanza stia ancora adempiendo al suo scopo. Le dichiarazioni di Trump hanno suscitato reazioni tra gli alleati, con il premier britannico Keir Starmer che ha difeso la Nato come l’alleanza militare più efficace al mondo.
Trump ha già criticato la Nato durante il suo primo mandato, accusando gli alleati europei di non contribuire adeguatamente alle spese per la difesa. Ha messo in discussione l’impegno degli Stati Uniti, suggerendo che alcuni Paesi non pagano quanto dovrebbero.
La Nato, fondata nel 1949, è un’alleanza politico-militare che garantisce la sicurezza collettiva dei suoi membri. L’articolo 5 del Trattato dell’Atlantico del Nord stabilisce che un attacco a un membro è considerato un attacco a tutti, ma le decisioni su come rispondere sono lasciate alla discrezione dei singoli Stati.
Un Paese può uscire dalla Nato, ma la procedura richiede un anno dalla notifica e può essere complicata da fattori politici interni. Negli Stati Uniti, una legge recente richiede il consenso del Congresso per un eventuale ritiro, rendendo difficile per il presidente agire unilateralmente.
