Record di gialli e falli: le caratteristiche della Bosnia e le insidie per l’Italia
L’esultanza di Dimarco per il passaggio del turno della Bosnia contro il Galles ha riacceso l’attenzione sulla squadra di Barbarez, che si presenta come un avversario temibile per l’Italia. Il commissario tecnico bosniaco ha impostato una strategia di gioco aggressiva, mirata a spezzare il ritmo avversario e a limitare gli spazi.
Le statistiche parlano chiaro: la Bosnia ha registrato un record di cartellini gialli e falli commessi nel percorso di qualificazione al Mondiale 2026, con 25 gialli e 159 falli. Inoltre, la squadra tende a gestire il tempo in campo, un aspetto che potrebbe complicare ulteriormente la partita per gli azzurri. È importante notare che la Bosnia non è composta solo da veterani; ci sono anche giovani talenti come Alajbegovic, in prestito dal Leverkusen al Salisburgo, e Bajraktarevic del PSV Eindhoven, con il primo che potrebbe scendere in campo da titolare.
Dal punto di vista tattico, la Bosnia adotta un 4-4-2, con la coppia Dzeko-Demirovic che si integra bene: Dzeko funge da punto di riferimento, mentre Demirovic cerca la profondità. Un’ulteriore insidia per l’Italia potrebbe arrivare dalla fascia destra, dove Dedic del Benfica si dimostra pericoloso. La difesa bosniaca, con Muharemovic e Katic, è solida, rendendo difficile il gioco aereo, un aspetto cruciale per la Nazionale italiana, che spesso si affida ai cross, in particolare quelli di Dimarco, per cercare di sfruttare le punte.
