Hacker filorussi puntano Tajani: dati personali suoi e della famiglia sul dark web

Da circa due settimane, il gruppo di hacker filorussi “Noname057(16)” ha pubblicato sul dark web dati personali e richieste di informazioni, a pagamento, riguardanti il ministro Antonio Tajani, il Procuratore di Roma Francesco Lo Voi e il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli. La procura di Roma sta indagando sul caso. Tajani ha dichiarato di non voler cedere all'intimidazione e ha ribadito il suo impegno nel difendere il ministero e l'Italia, sottolineando che la sua posizione sull'Ucraina potrebbe essere alla base delle minacce ricevute.
Gli hacker avrebbero reso disponibili, in cambio di denaro, informazioni dettagliate come curriculum, numeri di telefono, email e indirizzi privati. Funzionari dell’intelligence hanno avviato un’indagine transfrontaliera per identificare l'origine delle minacce.
Il ministro ha anche evidenziato le misure di sicurezza adottate, tra cui la creazione di una “direzione cyber” alla Farnesina per contrastare attacchi informatici. La premier Giorgia Meloni ha espresso solidarietà a Tajani, mentre il presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri, ha definito gravi le minacce del gruppo hacker, invitando a non sottovalutarle.
Il caso di Tajani si inserisce in un contesto di crescente tensione informatica in Europa, con recenti attacchi a sistemi di refrigerazione in vari paesi, inclusa l'Italia. Inoltre, si sono registrati allarmi bomba su voli europei, con diverse intelligence che sospettano la Russia come responsabile. Oggi è emersa la notizia di un cyberattacco alla società Brenner Basis Tunnel, con il gruppo russofono 'Everest' sospettato dell'attacco.
