Bimba di 9 anni esclusa dalla mensa scolastica per un debito di pochi euro: scoppia il caso

Una bambina di 9 anni è stata esclusa dalla mensa scolastica a causa di un debito di 12,80 euro, secondo quanto denunciato dalla famiglia. Questo episodio ha costretto la ragazza a lasciare la scuola prima del previsto, rinunciando al pranzo con i compagni. Il Comune di Taranto, tramite l'assessora alla Pubblica istruzione Maria Lucia Simeone, ha fornito una versione differente, affermando che la famiglia era stata informata della morosità già ad aprile e che la bambina era stata prelevata prima della pausa pranzo, senza essere privata del pasto davanti agli altri alunni.
La questione è stata sollevata da un avvocato che rappresenta il padre della bambina, il quale ha chiesto il ripristino del servizio mensa e ha espresso l'intenzione di ricorrere al giudice per un eventuale risarcimento. Anche oggi la bambina non ha potuto usufruire della mensa, con i genitori informati che la sua posizione sarà regolarizzata solo dopo il pagamento del debito.
Il padre ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dalla scuola il 3 novembre, chiedendo di riprendere la figlia a causa di un insoluto dell'anno precedente. Ha descritto la situazione come devastante, sottolineando che si nega non solo il pasto, ma anche il diritto allo studio. L'assessora ha ribadito che la famiglia era stata avvisata e che il debito era visibile sulla piattaforma per la prenotazione dei pasti. Tuttavia, il padre contesta sia la ricostruzione dei fatti sia l'importo del debito, evidenziando risposte contrastanti ricevute da scuola e Comune. Ha espresso preoccupazione per le conseguenze che questa situazione potrebbe avere sulla figlia.
