Un omicidio, due imputati: è possibile per la legge? Il nodo giuridico del caso Garlasco

Le due ricostruzioni del delitto di Garlasco, che coinvolgono Alberto Stasi e Andrea Sempio, non possono coesistere. La richiesta di rinvio a giudizio per il femminicidio di Chiara Poggi, presentata il 3 novembre, pone un problema giuridico non previsto dalla legge. Spetta al giudice dell’udienza preliminare decidere se si procederà a processo.
Il principio del ne bis in idem impedisce di giudicare due volte la stessa persona per lo stesso fatto, ma non vieta di processare individui diversi per lo stesso omicidio. Se entrambi fossero condannati, si creerebbero verità giudiziarie inconciliabili. La revisione delle condanne esistenti è prevista, ma il codice non specifica come procedere quando un secondo processo inizia prima della revisione del primo.
L’avvocato di Sempio ha annunciato l'intenzione di chiedere la sospensione del procedimento fino alla decisione della Corte d’appello di Brescia sulla revisione di Stasi. Se il gup non accogliesse la richiesta, la difesa potrebbe sollevare una questione di legittimità costituzionale.
Stasi è stato assolto due volte prima di essere condannato nel 2015 e ha già scontato gran parte della pena. La revisione della sua condanna potrebbe semplificare il percorso per il processo a Sempio, il quale si dichiara innocente e attende l’udienza preliminare, prevista per il prossimo anno.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha espresso preoccupazioni riguardo alla possibilità di condannare qualcuno già assolto, sottolineando le contraddizioni del sistema processuale. Ha anche chiarito di non voler commentare i processi in corso, ma le sue osservazioni hanno alimentato il dibattito attorno al caso.
