Russia, Pagani: “Per Mosca il nemico ora è l’Europa”

Secondo Dmitry Adamsky, esperto di strategia russa, la Russia ha cambiato la sua percezione del nemico principale, ora identificato nell'Europa piuttosto che negli Stati Uniti. Questo cambiamento è dovuto al riarmo europeo e al supporto percepito che l'Europa fornisce all'Ucraina. Mosca ha sviluppato una nuova dottrina, definita “deterrenza strategica non nucleare”, che si basa su missili di precisione e attacchi mirati, potenzialmente influenzando i futuri negoziati di pace.
Alberto Pagani, docente di geopolitica, spiega che la Russia non modifica i suoi obiettivi, ma cambia il bersaglio, concentrando la sua pressione sugli europei. La percezione di una ritirata americana dall'Europa alimenta questa strategia, con il rischio che Mosca tenti di testare la coesione dell'Alleanza attraverso operazioni ibride.
Adamsky sottolinea che la modernizzazione degli arsenali nucleari in Europa preoccupa Mosca, che teme la creazione di nuovi Stati nucleari. Tuttavia, il dibattito sulla deterrenza europea potrebbe essere visto come una reazione necessaria alla minaccia russa, a patto che non si traduca in una corsa al nucleare.
La deterrenza non nucleare, più credibile e concreta, potrebbe portare a un'escalation maggiore rispetto alla guerra ibrida, poiché attacchi visibili costringerebbero le nazioni a rispondere. Mosca mira a instillare un “timore deterrente” tra le élite europee, utilizzando la pressione militare e la dimensione cognitiva per indurre incertezza.
Infine, la pace tra Russia ed Europa potrebbe essere armata e basata sulla deterrenza, richiedendo un'Ucraina forte e un'architettura di sicurezza europea che affronti le tensioni esistenti. L'Europa deve mantenere una voce unita per evitare di essere esclusa dai negoziati, poiché la divisione interna rappresenterebbe un vantaggio per Mosca.
