Costi e liste d’attesa, i siciliani rinunciano alle cure

Quasi il 9% della popolazione siciliana rinuncia alle cure, secondo un'analisi della Fondazione Gimbe basata sull'ultimo rapporto Bes dell'Istat. Questo dato è leggermente inferiore alla media nazionale, fissata al 9,6%. Le lunghe liste di attesa rappresentano la causa principale di rinuncia, con un'incidenza del 6,5%, seguite dai costi delle prestazioni, che incidono per il 5,2%. Si evidenziano differenze territoriali significative: l'8,7% nel Nord, il 10,7% nel Centro e il 10,3% nel Mezzogiorno. I dati si riferiscono a pazienti che hanno rinunciato a visite mediche o accertamenti diagnostici necessari, mantenendo una stabilità rispetto al 2024.
Anche i dati dell'Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, non sono incoraggianti per la Sicilia. Si registra una diminuzione della percentuale di visite ed esami che rispettano i tempi previsti dalla legge. Nel 2026, la situazione peggiora sia per le visite specialistiche, con un calo dell'8,8%, sia per gli esami diagnostici, che segnano una diminuzione del 3,2%.
