Giornata cruciale per l’ex Ilva: la Cassazione decide sul futuro degli impianti

Giornata cruciale per l'ex Ilva: la Cassazione decide sul futuro degli impianti

La Cassazione è chiamata a decidere sui ricorsi contro il fermo dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto, mentre il Ministero del Lavoro si concentra sugli ammortizzatori sociali e sulle misure di tutela occupazionale. La nuova richiesta di cassa integrazione potrebbe coinvolgere 8.622 dipendenti, di cui quasi 7.000 a Taranto.

Il decreto della Corte d'Appello di Milano, che ha ordinato lo stop di altiforni e impianti per motivi di salute, è stato confermato in diverse occasioni. La Cassazione esaminerà i ricorsi presentati da Ilva e Acciaierie, che chiedono l'annullamento del provvedimento. I cittadini di Taranto hanno promosso un'azione legale contro Acciaierie, chiedendo l'inibizione della produzione.

L'avvocato generale della Cassazione ha sottolineato che nel decreto della Corte d'Appello manca un bilanciamento tra la tutela della salute e la produzione industriale. Nel pomeriggio è previsto un incontro al Ministero del Lavoro con i sindacati per discutere delle misure per i lavoratori, tra cui pensioni anticipate e incentivi all'esodo.

Acciaierie d'Italia ha annunciato che discuterà la nuova richiesta di cassa integrazione solo dopo il 27 ottobre, rispettando nel frattempo le condizioni già autorizzate. La richiesta di ampliare il numero dei dipendenti coinvolti nella cassa integrazione riguarda tutti gli stabilimenti del gruppo. L'azienda prevede di mantenere in servizio 1.004 lavoratori per garantire la custodia degli impianti e gli adempimenti amministrativi e ambientali.

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