Ticket sanitari, dal 21 settembre cambiano le tariffe: quanto costeranno visite ed esami

Dal 21 settembre 2026 entrerà in vigore un nuovo tariffario nazionale per alcune prestazioni del Servizio sanitario nazionale. La revisione riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica, comprendendo visite mediche, esami diagnostici e dispositivi per persone con disabilità. L'aggiornamento modifica gli importi che il SSN utilizza per remunerare le strutture pubbliche e private accreditate, ma non implica necessariamente un aumento dei costi per i cittadini, poiché tariffa e ticket non coincidono. Il costo a carico dell'assistito dipende dalle regole sulla compartecipazione alla spesa, dalle esenzioni e dalle disposizioni regionali.
L'aumento medio delle tariffe è stimato intorno al 5,8%, con variazioni significative a seconda della prestazione. Tuttavia, l'incremento tariffario non si traduce automaticamente in un aumento della spesa per il paziente. Nella maggior parte delle Regioni, il ticket ordinario ha un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta. Ad esempio, una prima visita cardiologica avrà una tariffa nazionale di 38 euro, ma il cittadino pagherà al massimo 36,15 euro se la Regione applica il limite.
Oltre l'80% delle prestazioni rimarrà invariato. Tra queste, la visita specialistica di controllo continuerà a costare 17,90 euro, mentre la radiografia del torace sarà a 15,45 euro. Anche le tariffe per gli esami di laboratorio principali rimarranno le stesse, ad eccezione del prelievo venoso, che subirà un incremento di 50 centesimi. Tuttavia, questo aumento potrebbe essere assorbito dal tetto del ticket se la ricetta raggiunge già il limite massimo.
