Tornano le Guerre Stellari, gli USA: “Abbiamo armi spaziali in orbita”

Per la prima volta, gli Stati Uniti hanno confermato di aver dispiegato armi nello spazio, un annuncio che arriva dal segretario all'Aeronautica, Troy Meink, in Maryland. Questo sviluppo è visto come un avvertimento per Cina e Russia, sottolineando che anche lo spazio è diventato un campo di battaglia. Meink ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti ad affrontare le sfide in evoluzione e possiedono armi di controllo spaziale in orbita per difendere le forze congiunte da azioni ostili.
Sebbene non siano stati forniti dettagli specifici sulle armi, il comando spaziale americano ha chiarito che il controllo dello spazio implica l'uso di mezzi cinetici e non per influenzare le capacità avversarie, con potenziali applicazioni sia offensive che difensive. Tra le possibilità si ipotizzano laser per accecare satelliti, disturbo delle frequenze e attacchi informatici.
Le reazioni da Pechino e Mosca sono state immediate. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha esortato gli Stati Uniti a fermare l'espansione delle capacità militari nello spazio, mentre il Cremlino ha chiesto un consolidamento internazionale per la smilitarizzazione dello spazio. Queste dichiarazioni contrastano con le notizie di sviluppi da parte di Russia e Cina in tecnologie anti-satellite.
Oggi, le infrastrutture satellitari sono cruciali per le operazioni militari, e gli Stati Uniti hanno recentemente concluso l'esercitazione "Apollo Maneuvers", la più grande operazione orbitale della loro storia. Tuttavia, la mancanza di trasparenza sulle armi in orbita potrebbe innescare una pericolosa corsa agli armamenti.
Rispetto agli anni '80, quando Ronald Reagan propose il piano "Star Wars", la situazione è cambiata drasticamente: oggi ci sono oltre 15.000 satelliti in orbita, e un conflitto spaziale potrebbe generare detriti capaci di paralizzare non solo le operazioni militari, ma anche l'intera rete globale dei servizi civili e commerciali.
