Siria, il destino incerto delle donne curde che hanno combattuto l’Isis

Nel Rojava, regione a maggioranza curda nel nord della Siria, nel 2013 sono state fondate le Unità di protezione delle donne (Ypj), una milizia femminile legata alle Ypg, le Unità di protezione popolare. Questa iniziativa ha rappresentato un cambiamento significativo, con uomini e donne che combattono insieme, sfidando le tradizioni patriarcali. Le combattenti hanno dimostrato grande coraggio in battaglie emblematiche, come la difesa di Kobane e il salvataggio di profughi yazidi sul Monte Sinjar.
Oggi, a quasi due anni dalla caduta del governo di Bashar al-Assad, sostituito da un nuovo regime guidato da Ahmed al-Sharaa, il futuro delle combattenti curde appare incerto. In un contesto in cui il nuovo Parlamento siriano conta solo 20 donne su 210 deputati, la diffidenza delle comunità curde verso il governo è palpabile, soprattutto considerando il passato di alcuni dei suoi membri con gruppi estremisti come l'Isis e Al-Qaeda. Le prospettive per le Ypj sono cruciali non solo per le donne curde, ma anche per le conquiste politiche e sociali ottenute durante il conflitto.
