Il risanamento di Messina. Smantellata la baraccopoli, assegnate nuove abitazioni

Il presidente della Regione Renato Schifani, in qualità di commissario straordinario per il Risanamento delle baraccopoli di Messina, ha avviato un dialogo con il Governo nazionale per ottenere il rifinanziamento degli interventi e la proroga dei poteri speciali fino al 2028. A cinque anni dall'entrata in vigore della legge Carfagna, che ha previsto un primo stanziamento di cento milioni di euro, sono state abbattute oltre settecento baracche e sono state assegnate nuove abitazioni a quattrocentodieci famiglie. Attualmente, nelle casse destinate al progetto rimangono poco più di tre milioni e quattrocentomila euro, che dovranno essere utilizzati per completare le demolizioni in alcune aree del rione Taormina e all'ex lavatorio, costruire sessanta nuovi alloggi a Fondo Basile e quaranta a Fondo Saccà, e terminare le opere di riqualificazione a Parco Magnolia e Camaro. Tuttavia, oltre millequattrocento famiglie sono ancora in attesa di sistemazione, e sono necessari interventi in circa cinquanta dei settanta ambiti previsti dal piano di risanamento.
Palazzo d'Orleans ha comunicato l'arrivo di quaranta milioni di euro, deliberati a seguito di una riprogrammazione delle risorse del Fondo regionale per lo sviluppo e la coesione, in attesa di approvazione da parte del ministero. Per completare il programma di sradicamento definitivo delle baraccopoli, che include la ricerca di nuovi alloggi, demolizioni, bonifiche e riqualificazioni urbane, la struttura commissariale stima una spesa complessiva di 346 milioni di euro.
