Cure palliative, le richieste della Chiesa. Legge veneta, maggioranza divisa

Cure palliative, le richieste della Chiesa. Legge veneta, maggioranza divisa

Quattro giorni dopo l'approvazione della legge veneta sul fine vita, le ripercussioni si fanno sentire oltre i confini regionali, evidenziando divisioni all'interno della maggioranza e tra questa e una parte della Chiesa. Il Vaticano ha richiesto un potenziamento delle cure palliative, sottolineando che esiste già una buona legge in Italia, ma è necessario trovare i fondi per implementarla. Monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia accademia per la vita, ha affermato che non esiste un diritto all'aiuto al suicidio, ma piuttosto un obbligo dello Stato di prendersi cura dei malati, rispettando la loro volontà di non ricevere trattamenti inutili.

La legge veneta, approvata da una giunta di centrodestra, è la prima del suo genere e ha suscitato reazioni contrastanti. Il presidente del consiglio regionale, Luca Zaia, ha rivendicato il valore della legge come un segnale per il Parlamento, sottolineando che il tema è urgente e richiede una soluzione a livello nazionale. Ha anche suggerito che una votazione segreta potrebbe facilitare l'approvazione di una legge simile a livello nazionale.

Le votazioni in consiglio regionale hanno evidenziato una spaccatura, con una maggioranza trasversale che ha approvato la legge contro il tentativo di Fratelli d'Italia di farla retrocedere. La posizione di FdI è stata critica, definendo l'iniziativa veneta un "strappo grave" alla dignità umana. Al contrario, Forza Italia ha mostrato un'apertura, sostenendo la necessità di colmare le disparità nelle cure palliative.

La situazione ha messo in luce le diverse posizioni all'interno della maggioranza: la rigidità di FdI, l'apertura di Forza Italia e la divisione interna alla Lega. La premier Giorgia Meloni, al momento, ha scelto di non affrontare la questione, mentre il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha riconosciuto l'urgenza di un intervento normativo nazionale, evidenziando che il vuoto legislativo non è più sostenibile.

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