Cittadinanza italiana nell’Agrigentino, arrestato un consulente e misura interdittiva per un’ispettrice

Cittadinanza italiana nell’Agrigentino, arrestato un consulente e misura interdittiva per un’ispettrice

POSIZIONE: Raffadali

La Squadra Mobile di Agrigento ha arrestato Giuseppe Giglione, 56 anni, di Raffadali, titolare di un’agenzia che si occupa di pratiche amministrative. Contestualmente è stata disposta una misura interdittiva nei confronti di Maria Concetta Tallarita, 56 anni, ispettore della polizia locale di Porto Empedocle.

Il provvedimento si inserisce nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Agrigento su presunti episodi di corruzione legati alle procedure per il riconoscimento della cittadinanza italiana secondo il principio dello ius sanguinis.

Al centro delle indagini vi sarebbero alcune pratiche riguardanti cittadini brasiliani che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state gestite in maniera irregolare e in tempi particolarmente rapidi attraverso presunti accordi tra privati e pubblici ufficiali.

L’inchiesta interessa, tra gli altri, i Comuni di Camastra, Comitini e Porto Empedocle. Nei mesi scorsi la Procura aveva già concluso le indagini preliminari e chiesto l’applicazione di misure cautelari nei confronti di 14 persone, nell’ambito di un procedimento che, secondo quanto riportato, coinvolge complessivamente 22 indagati, tra amministratori locali, agenti della polizia municipale, funzionari pubblici, un avvocato e altri soggetti ritenuti coinvolti nella gestione delle pratiche.

La richiesta cautelare della Procura era stata inizialmente respinta dal gip Alberto Lippini, che non aveva ritenuto sussistenti esigenze tali da giustificare l’applicazione delle misure. La vicenda è poi passata al Tribunale del Riesame e alla Cassazione, attraverso un iter giudiziario che ha preceduto i provvedimenti adottati nei confronti di Giglione e Tallarita.

L’indagine riguarda il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza. Le contestazioni formulate nei confronti delle persone coinvolte dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento. Per tutti gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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