Piange il telefono: i 378 di Almaviva ancora in attesa di una ricollocazione

I 378 ex dipendenti di Almaviva, provenienti da Palermo e Catania, continuano a vivere in una situazione di incertezza lavorativa. Dopo l'esaurimento della cassa integrazione, il loro unico sostegno è rappresentato dall'assegno di disoccupazione. La promessa di una ricollocazione in un call center sanitario da parte della Regione non si è ancora concretizzata. Nel corso dell'anno scorso, erano stati stanziati 25,6 milioni di euro per avviare il servizio, ma nonostante siano stati individuati i locali al Civico di Palermo e al Cannizzaro di Catania, l'attivazione è ancora in fase di stallo. Fabio Maggio, segretario della Slc-Cgil di Palermo, ha espresso il suo disappunto per la situazione, sottolineando che è inaccettabile che, dopo oltre un anno e mezzo di cassa integrazione, i lavoratori non abbiano ancora trovato una nuova occupazione.
La mancanza di strumenti informatici sta rallentando il processo. Sebbene l'assessorato regionale alla Salute abbia avviato la procedura per la gara e messo a disposizione ulteriori 10 milioni di euro, il collaudo è previsto solo entro la fine dell'anno, momento in cui si spera di poter riassorbire i lavoratori.
In una situazione leggermente migliore si trovano i dipendenti del call center Telecontact a Caltanissetta. Gli oltre 300 lavoratori hanno ricevuto rassicurazioni riguardo alla stabilità del loro impiego, nonostante l'attesa per la conclusione dell'offerta pubblica di acquisto e scambio di Poste su Tim, che gestisce il servizio. Al momento, il rischio di licenziamenti sembra essere scongiurato.
