Alluvione sul Grand Canyon, almeno 15 dispersi. Turisti soccorsi con gli elicotteri

Un'alluvione improvvisa ha colpito il parco del Grand Canyon, causando la scomparsa di 15 persone e costringendo le autorità a evacuare decine di escursionisti con elicotteri. L'evento, scatenato da un violento temporale sabato pomeriggio, ha provocato la distruzione dei ponti sul Bright Angel Creek, la cancellazione dei sentieri e il danneggiamento dell'unica conduttura idrica del parco.
Da oggi, è vietato pernottare in hotel e rifugi all'interno dell'area, a causa dell'allerta per il rischio di nuovi temporali. Testimonianze di escursionisti raccontano di un evento rapido e devastante: in appena trenta minuti, sull'altopiano di Kaibab sono caduti fino a 2,5 centimetri d'acqua, che non è stata assorbita dal terreno e ha creato un muro di fango e rocce alto un metro. Alcuni escursionisti sono riusciti a salvarsi arrampicandosi su un pendio.
L'inondazione ha trascinato massi e strutture metalliche fino al fiume Colorado, alterando la corrente e creando nuove rapide. Oltre alla ricerca dei dispersi, la gestione del parco deve affrontare il collasso dei servizi essenziali, poiché la distruzione dell'acquedotto ha lasciato turisti e residenti senza acqua. Luoghi simbolo come il Phantom Ranch e il campeggio Bright Angel sono chiusi, e tutte le escursioni in gommone lungo il Colorado sono state sospese.
Gli esperti collegano questo evento estremo ai cambiamenti climatici, evidenziando come la siccità cronica e il riscaldamento globale stiano intensificando il ciclo dell'acqua, portando a piogge più violente e concentrate in un territorio già vulnerabile.
