Nepal, le valli distrutte e la speranza di ritrovare i dispersi

In Nepal proseguono le ricerche delle persone disperse a seguito delle devastanti alluvioni, con oltre 3.000 individui ancora irreperibili tra Nepal e Tibet. Il bilancio delle vittime è salito a 788 in Nepal, mentre in Tibet si registrano 16 morti e 546 dispersi. La situazione è aggravata dalla mancanza di acqua potabile nelle aree isolate, dove le fonti sono danneggiate o contaminate, aumentando il rischio di malattie. Sudarshan Neupane, direttore di WaterAid Nepal, ha avvertito del pericolo di epidemie legate ai corpi in decomposizione e agli animali.
Inoltre, nei pressi del valico di Gyirong, una nuova frana è stata rilevata, costringendo i soccorritori a trasferirsi in un luogo sicuro. Tuttavia, la situazione è migliorata parzialmente, con il secondo lago formatosi dopo l'alluvione che ha iniziato a defluire.
Le operazioni di soccorso si concentrano anche sui tunnel degli impianti idroelettrici, dove si stima che almeno 35 persone possano essere intrappolate. L'esercito ha aperto un varco nel tunnel dell'Upper Trishuli 3A Hydropower Project, ma non ci sono state risposte dall'interno. Complessivamente, 933 lavoratori dei progetti idroelettrici risultano dispersi.
Il disastro è stato accelerato da dinamiche legate al riscaldamento globale, come spiegato da esperti. In risposta all'emergenza, gli Stati Uniti hanno annunciato un aiuto umanitario di 3,6 milioni di dollari, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno promesso 10 milioni di dollari per sostenere le operazioni di soccorso.
