Caso Lavitola, presunti esecutori attentato a Ranucci tornano dai pm. Legali: “No metodo mafioso”

Caso Lavitola, presunti esecutori attentato a Ranucci tornano dai pm. Legali: "No metodo mafioso"

I quattro indagati accusati di essere gli esecutori materiali dell'attentato contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, si presenteranno oggi davanti ai pubblici ministeri per fornire la loro versione dei fatti. Gli avvocati difensori, Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, hanno annunciato che due dei loro assistiti, Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, saranno interrogati nel penitenziario di Rebibbia.

Pagliarulo ha sottolineato che non vi è l'aggravante mafiosa nel caso e ha espresso la convinzione che la deposizione dei suoi assistiti sarà decisiva per la valutazione dei magistrati. Gli indagati sono accusati di strage, detenzione di esplosivo e danneggiamenti. L'avvocato ha anche evidenziato che esistono misure alternative al carcere e che non vi è pericolo di fuga o di reiterazione del reato.

Nel frattempo, gli inviati di Report hanno preso posizione contro la possibilità di un commissariamento del programma, in attesa della decisione della Rai sulla sostituzione di Ranucci. Hanno denunciato che la rimozione del conduttore sarebbe parte di un disegno politico volto a delegittimare la trasmissione e i suoi giornalisti. Gli inviati hanno chiesto che la Rai tuteli l'autonomia e la qualità di Report, affermando che all'interno della redazione ci sono già le professionalità necessarie per continuare a gestire il programma.

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