Morto Domenico Papalia, storico boss della ‘ndrangheta al Nord: aveva 81 anni

Domenico Papalia, noto esponente della 'ndrangheta, è morto all'età di 81 anni all'ospedale San Paolo di Milano, dove era ricoverato dal 17 agosto a causa di una patologia oncologica. Conosciuto nel mondo criminale con il soprannome di "Micu", Papalia era stato scarcerato lo scorso luglio dopo quasi cinquant'anni di detenzione, grazie a un'istanza di differimento della pena per motivi di salute che gli aveva concesso la detenzione domiciliare. Tuttavia, la sua libertà è durata poche settimane, poiché le sue condizioni di salute sono rapidamente peggiorate.
Originario di Platì, in Calabria, Papalia apparteneva a una delle famiglie più potenti della 'ndrangheta. Insieme ai fratelli Antonio e Rocco, è stato indicato in numerose inchieste come protagonista dell'espansione delle cosche calabresi nell'hinterland milanese, in particolare a Buccinasco e Corsico, aree divenute importanti avamposti della criminalità organizzata calabrese.
La sua carriera criminale è segnata da arresti e condanne, tra cui un ergastolo per l'omicidio del boss Antonio D'Agostino nel 1976. Nel 2017, la Corte d'Assise d'Appello di Perugia lo ha assolto in sede di revisione, ma Papalia rimaneva in carcere per altre condanne, tra cui quella come mandante dell'omicidio di Umberto Mormile, educatore assassinato nel 1990. Il suo nome è stato associato a diverse attività criminali, tra cui sequestri di persona, traffico di droga, estorsioni e infiltrazioni nell'economia legale. Gli investigatori lo consideravano un punto di riferimento della cosca Papalia-Barbaro, una delle più radicate nel Nord Italia.
