Russia importa benzina, Putin ammette, no conseguenze critiche, ma gli attacchi ci danneggiano

Russia importa benzina, Putin ammette, no conseguenze critiche, ma gli attacchi ci danneggiano

La Russia, secondo produttore mondiale di petrolio, sta affrontando una carenza di carburante sul mercato interno e ha iniziato a importare benzina e diesel per far fronte alla situazione. Questo sviluppo è stato confermato dal vice primo ministro Alexander Novak, responsabile del settore energetico. Gli attacchi ucraini a raffinerie e impianti di raffinazione, uniti alla manutenzione programmata di alcuni impianti, hanno contribuito a questa crisi.

Vladimir Putin ha dichiarato che gli attacchi non hanno "conseguenze critiche" sull'economia russa, ma hanno comunque un impatto negativo. Durante una riunione del Consiglio per lo sviluppo strategico, il presidente ha sottolineato l'importanza di ripristinare le infrastrutture danneggiate, in particolare quelle della logistica e dei magazzini, come nel caso di Wildberries, un'importante piattaforma di e-commerce.

La carenza di carburante ha portato il governo a vietare le esportazioni di benzina e diesel e a introdurre un regime di razionamento in diverse regioni. A Mosca, si segnalano lunghe code ai distributori, con automobilisti costretti ad attendere fino a un'ora per rifornirsi. Novak ha annunciato che le importazioni di carburante sono già iniziate, senza specificare i Paesi di origine, ma si ipotizza che possano includere India, Kazakhstan e Bielorussia.

In risposta alla crisi, le stazioni di servizio a Mosca hanno reintrodotto limiti all'acquisto di carburante. Gazprom Neft ha fissato un limite di 40 litri per cliente per le vendite di benzina, mentre Lukoil ha imposto restrizioni simili. Rosneft ha limitato le vendite di benzina a 30 litri per veicolo, mantenendo però le vendite di diesel senza restrizioni.

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