Carburanti, il taglio delle accise non basta: rincari su benzina e diesel, protestano le imprese

I prezzi dei carburanti continuano a salire, vanificando i benefici del taglio delle accise deciso dal Governo. Attualmente, il gasolio in autostrada ha raggiunto i 2,173 euro al litro, tornando ai livelli del 4 agosto, giorno in cui è stata prorogata la riduzione delle imposte di 17 centesimi al litro. La benzina, esclusa da questo provvedimento, ha superato i valori precedenti all'intervento fiscale, sia sulla rete ordinaria che in autostrada. Questa situazione ha suscitato preoccupazione tra le imprese e le associazioni dei consumatori. La Federazione Autonoma Piccole Imprese ha espresso allarme per l'inefficacia delle misure adottate, chiedendo un ulteriore intervento sulle accise. Anche Confimprenditori ha definito le attuali misure inadeguate, sottolineando l'impatto dei costi di trasporto e produzione sulle aziende. Il Codacons, invece, ha richiesto l'estensione dello sconto anche alla benzina "verde", evidenziando l'aumento dei prezzi, che sulla rete ordinaria è passato da 1,982 a 1,994 euro al litro. Secondo i dati dell'Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il taglio delle accise ha portato a un risparmio limitato. Il prezzo del diesel sulla rete ordinaria è sceso da 2,185 euro del 27 luglio a 2,099 euro al litro, con un risparmio effettivo di 4,3 euro a pieno, rispetto agli 8,5 euro teorici. In autostrada, il prezzo è passato da 2,255 a 2,173 euro al litro, garantendo un risparmio di 4,1 euro a pieno. Tuttavia, gli automobilisti si trovano a pagare oltre 4 euro in più a pieno rispetto a quanto previsto dallo sconto fiscale. Un'analisi dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani ha evidenziato come l'aumento dei prezzi del greggio si rifletta rapidamente sui listini, mentre le riduzioni richiedono tempi più lunghi per essere applicate. Quando il prezzo del greggio sale, l'aumento si trasferisce per due terzi entro tre giorni, mentre le diminuzioni vengono recepite solo
