“Non abbiamo ucciso Genovese”: omicidio dello Zen, i tre indagati si difendono

"Non abbiamo ucciso Genovese": omicidio dello Zen, i tre indagati si difendono

I due giudici che hanno interrogato i tre indagati per l'omicidio di Vito Genovese, assassinato a Palermo la notte di Ferragosto, si sono riservati di decidere sulle convalide dei fermi. Genovese, 45 anni, è stato colpito a morte con un cacciavite, secondo l'accusa da un gruppo di ladri intenti a rubare nel suo box. Paolo Puleo, 33 anni, e uno dei due sedicenni fermati dai carabinieri hanno respinto le accuse. L'altro minorenne ha scelto di non rispondere.

Il minorenne che ha parlato ha sostenuto che i tre non stavano rubando, ma cercando di prendere materiale dal loro box vicino a quello della vittima, per procurarsi una tenda da campeggio. Da questa situazione sarebbe scaturita una discussione con Genovese, che li avrebbe scambiati per ladri e richiamati. I tre negano di aver colpito l'uomo, una posizione confermata anche da Puleo durante l'interrogatorio.

Oggi, il medico legale Manfredi Rubino ha eseguito l'autopsia sul corpo di Genovese, riscontrando che le lesioni mortali erano state inflitte al torace. Durante la lite, un parente di Genovese, di 47 anni, è rimasto ferito. Inizialmente accusati di tentato omicidio, ora la Procura ipotizza solo lesioni per questo secondo episodio. Le decisioni sull'eventuale trasformazione dei fermi in arresti sono attese entro domani.

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