Messina, trovato il furgone usato dai ladri del colpo all’Accascina

Proseguono le indagini sul furto di quattro opere di Antonello da Messina, avvenuto al Museo Accascina di Messina. La polizia e i carabinieri del nucleo tutela beni culturali hanno rinvenuto un furgone che si sospetta sia stato utilizzato dai ladri durante il colpo di Ferragosto. Gli inquirenti stanno verificando se il veicolo sia stato effettivamente abbandonato dai malviventi in una zona priva di telecamere.
Le indagini si concentrano sul personale del museo e sulle possibili vulnerabilità dei sistemi di sicurezza, che hanno consentito ai ladri di agire in soli due minuti. Tra le opere rubate ci sono tre tavolette del Polittico di San Gregorio e una bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, asportata da una teca blindata. Si cerca un possibile basista che potrebbe aver facilitato l'operazione.
Gli interrogatori dei custodi in servizio la sera del furto hanno sollevato dubbi sulle loro giustificazioni, in particolare riguardo al presunto disinserimento dell'allarme. Si ipotizza che i custodi fossero distratti, forse dalla processione della Vara, un evento che attira migliaia di persone e impegna le forze dell'ordine.
Gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza nella zona del museo e delle strade circostanti, nonché i video dei giorni precedenti al furto. Si stanno analizzando anche le celle telefoniche per identificare eventuali agganci di cellulari non registrati nei giorni precedenti.
La direzione del museo ha confermato che i sistemi di sicurezza erano funzionanti, lasciando agli investigatori il compito di chiarire le circostanze che hanno permesso il furto. L'inchiesta, aperta dalla procura di Messina, è attualmente a carico di ignoti per furto pluriaggravato di opere d'arte.
